Pentole: guida all'acquisto, come scegliere le più sicure per la tua salute

 

Chi oggi sceglie un’alimentazione sana e naturale deve anche tener conto delle pentole in cui cucina le proprie pietanze. 
Materiali diversi influiscono infatti su sapore, consistenza, digeribilità, valori nutrizionali, salubrità degli alimenti e soprattutto sulla nostra salute.
La scelta di pentole, padelle e vaporiere è quindi un elemento fondamentale che chiunque è attento al benessere deve considerare.
Un buon materiale per cucinare non deve rilasciare sostanze nocive durante la cottura, ovvero non deve consumarsi ed essere inattaccabile da parte degli alimenti.
In questo modo avremo dei cibi sani e puliti e la pentola durerà a lungo, salvaguardando così la nostra salute e quella del pianeta.
Purtroppo la questione non è cosi rosea dato che molte pentole che sono in commercio, anche da decenni, sono state accusate di rilasciare sostanze cancerogene con effetti disastrosi nel lungo termine su tutti i livelli. 
Vedremo in questa breve guida quali sono i migliori materiali per la salute.


Pentole antiaderenti in teflon 

Le pentole antiaderenti sono diffusissime data la loro comodità d’uso: il cibo non si attacca, si usa meno olio e si lavano bene. 
Ma ci può essere un prezzo alto da pagare per questa convenienza: gli PTFE (politetrafluoroetilene) utilizzati per creare queste superfici sono tossici e molto persistenti, sia nel corpo che nell'ambiente. 
Gli PTFE sono sostanze chimiche fluorurate dato che sono proprio gli atomi di fluoro che forniscono la scivolosità alla padella. 
La pericolosità delle padelle antiaderenti è che rilasciano il PFOA, l’acido perfluoroottanoico che, secondo diversi recenti studi, ha un effetto tossico su: 
  Fegato
  Tiroide
  Apparato riproduttivo (infertilità nelle donne e negli uomini)
  Danni al feto e problemi allo sviluppo
  Cellule (ha un’azione citotossica)
  Sistema immunitario  

Tale tossicità viene rilasciata in due modi: 

1) Quando la padella raggiunge alte temperature (240 C°), cosa che accade facilmente quando viene usata come bistecchiera. 
In particolare negli studi sulle padelle antiaderenti, commissionati dall'associazione dei consumatori Environmental Working Group (EWG), sono bastati da due a cinque minuti di riscaldamento per raggiungere la temperatura in cui vengono prodotte tossine pericolose;

2) Quando la padella si graffia sia per l’uso che per i lavaggi con spugne abrasive.  

Diventa chiaro quindi che, essendo queste padelle onnipresenti nelle cucine, praticamente tutti hanno ingerito il PFOA. 
Infatti uno studio realizzato dal CDC (Centers for Disease Control and Prevention) ha rilevato la presenza di PFOA nel sangue del 98% delle persone testate.   

Secondo il "Quarto rapporto nazionale sull'esposizione umana alle sostanze chimiche ambientali" del CDC pubblicato nel 2009, 12 diversi composti perfluorinati sono stati rilevati nel corpo dei soggetti analizzati, tra cui il PFOA e afferma:  
“Una volta nel corpo, i perfluoroalchili tendono a rimanere invariati per lunghi periodi di tempo. I più comunemente usati (PFOA e PFOS) rimangono nel corpo per molti anni. Ci vogliono circa quattro anni affinché il livello nel corpo scenda della metà, anche se non vengono più ingeriti.”

Uno studio, condotto da un gruppo di ricercatori della University of Exeter e pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives, ha dimostrato che livelli elevati di questa sostanza nel sangue sono collegati a un maggior pericolo di sviluppare malattie alla tiroide, soprattutto nelle donne.  
Un recente studio danese, esaminando gli effetti sulla salute delle sostanze perfluroalchiliche, ha trovato che le donne con elevati livelli ematici di queste sostanze hanno avuto un aumento del rischio di 16 volte di aborto spontaneo.  
Un altro rischio legato all’utilizzo di pentole antiaderenti è il rilascio di nanoparticelle metalliche che possono contaminare gli alimenti ed essere ingerite.  
Quindi è chiaro che le pentole e padelle con strato antiaderente non sono raccomandate per la salute.



Padelle in pietra 


Anche i produttori e i venditori delle padelle antiaderenti si sono accorti del calo delle vendite e degli studi scientifici che ormai, grazie anche a servizi televisivi, hanno messo in guardia i consumatori. 
Perciò hanno cominciato ad introdurre nei supermercati delle nuove padelle con uno speciale rivestimento chiamato "effetto pietra". 
Queste pentole sembravano essere la risposta ad ogni problema ma presentano un grave problema: quando cerchi di leggere la composizione non ci sono molte informazioni oppure c'è scritto il classico PTFE. 
A fare chiarezza sulla questione ci ha pensato un servizio di Report di RAI 3 che, dopo avere mostrato la truffa delle finte pentole in pietra, ha intervistato alcuni esperti circa gli effetti sulla salute di queste pentole, e sulla differenza con le classiche pentole a rivestimento nero che tutti conosciamo.

Il quadro che è emerso è stato scioccante: queste pentole sono formate da un corpo in alluminio rivestito in PTFE con delle "particelle di pietra". 
Queste padelle con l'uso nel tempo e le alte temperature rilasciano sostanze tossiche che si accumulano negli organi e ghiandole dell'organismo dove svolgono un'azione deleteria per la nostra salute. 

Gli effetti del PFOA ce li spiega Tony Fletcher, uno dei più importanti epidemiologi del mondo:   

Abbiamo condotto un ampio studio su una comunità di 69 mila persone che abitavano in un territorio contaminato dal PFOA. E abbiamo trovato associazioni con 6 malattie diverse: colesterolo alto, colite ulcerosa, disfunzioni alla tiroide, cancro ai testicoli, ai reni e ipertensione gestazionale. [...] È una sostanza persistente che non degrada nell'ambiente. Tutti abbiamo questa sostanza nel nostro sangue.”  

La comunità su cui ha indagato Tony Fletcher è situata in prossimità dello stabilimento americano della Dupont, azienda che per anni ha usato il PFOA nel processo di produzione del Teflon, il più noto rivestimento antiaderente delle padelle. 
Negli Stati Uniti la Dupont è stata accusata di avere contaminato le acque con il PFOA, ed è stata condannata a risarcire 5 milioni di dollari a un uomo che ha avuto il cancro ai testicoli. 
Gli studi condotti dagli stessi scienziati di DuPont hanno rivelato che quando le pentole antiaderenti vengono riscaldate si scompongono in 15 tipi di gas tossici e particelle, e affermano:  
DuPont riconosce che i fumi possono anche ammalare le persone, una condizione chiamata “febbre da fumi di polimero.” DuPont non ha mai studiato l'incidenza della febbre tra gli utenti delle miliardi di pentole e padelle antiaderenti vendute in tutto il mondo. Né l'azienda ha mai studiato gli effetti a lungo termine della malattia, o la misura in cui le esposizioni provocano malattie che le persone credono essere erroneamente la comune influenza.

Studi condotti dall’Environmental protection agency (Epa) hanno accertato che il teflon può permanere per anni nel sangue, passare al feto in gravidanza, con possibili malformazioni o danni al nascituro, può inoltre danneggiare fegato e apparato riproduttivo e predisporre a malattie cardiache e cancro.
In particolare, Arlene Blum, chimico dell'Università della California e direttore esecutivo del Green Science Policy Institute, ha pubblicato una dichiarazione, firmata da più di 200 scienziati provenienti da oltre 40 paesi nel mondo, che documenta i danni causati dai prodotti chimici PTFE usati nelle pentole antiaderenti.

Tra questi troviamo:  
  Tossicità epatica
  Interruzione del metabolismo dei lipidi, e il sistema immunitario ed endocrino 
  Tossicità neonatale
  Tumori in diversi organi
  Cancro ai testicoli e ai reni
  Malfunzionamento del fegato
  Ipotiroidismo
  Colesterolo alto
  Colite ulcerosa
  Ridotto peso e dimensioni alla nascita
  Obesità
  Diminuzione della risposta immunitaria
  Ridotti livelli di ormoni e pubertà ritardata

pietra

Pentole in alluminio
 

L’alluminio è un buon conduttore di calore ed è molto leggero ed economico. 
Viene usato nelle cucine dei ristoranti dato che ha una conducibilità termica 16 volte superiore a quella dell'acciaio inox rendendolo in grado di scaldarsi rapidamente, in modo uniforme e 16 volte più velocemente di una pentola in acciaio. 
Questi sono agli aspetti positivi. 
Il problema delle pentole in alluminio è dovuto al fatto che a contatto con i cibi, specialmente acidi come aceto, pomodori, caffè, avviene un rilascio di particelle di alluminio nel cibo che poi viene ingerito dal consumatore. 
Le stime dicono che fino a 4 milligrammi di alluminio possono essere trasferiti ad ogni porzione di alimenti acidi come i pomodori, gli agrumi o il caffè che sono stati riscaldati o conservati con alluminio. 
Questo è un pericolo dato che i danni dell’alluminio sulla salute sono ben documentati dalla letteratura scientifica. 
Infatti ci sono molti studi che mostrano una correlazione tra intossicazione da alluminio e insorgenza del morbo di Alzheimer.  
L’alluminio ha molta affinità con il cervello e per esperienza di molte persone che mi hanno contattato negli anni il maggior sintomo è quello di perdita della memoria che può peggiorare in demenza e infine Alzheimer
Per questo motivo, alcune pentole in alluminio in vendita sono rivestite con uno strato antiaderente o con alluminio anodizzato ovvero uno strato di ossido di alluminio che dovrebbe essere non reattivo.  
Un altro rischio legato all’utilizzo di pentole in metallo è il rilascio di nanoparticelle metalliche che possono contaminare gli alimenti ed essere ingerite.  
Studi condotti da Antonietta Gatti e Stefano Montanari hanno evidenziato come queste particelle di silicio-alluminio-titanio, inorganiche, non biodegradabili né biocompatibili, siano trattate dal nostro organismo come corpi estranei e come, in quanto tali, possano scatenare reazioni infiammatorie croniche alla base di molte patologie come cancro, infarti e persino diabete di tipo 1.   

alluminio

Quali sono le pentole salutari e sicure? Ceramica si, ma occhio ai rivestimenti. 

Negli ultimi anni sono sempre più ricercate le pentole in ceramica.
Queste pentole vantano un’altissima resistenza a graffi e scalfiture e diffondono il calore in modo uniforme e costante consentendo un certo risparmio energetico.  
A differenza del teflon, non prevedono l’utilizzo di Ptfe o Pfoa, e rispetto all’acciaio non sono soggetti a fenomeni corrosivi neppure a contatto con alimenti acidi.  
Tuttavia occorre prestare attenzione che lo strato in ceramica non sia in realtà costituito da un rivestimento o da uno smalto tossico.
Siqur Salute propone una serie di pentole con caratteristiche uniche al mondo.
Composte interamente da un materiale naturale “la Ceramica Zisha”, utilizzato da millenni per creare pregiati utensili da cucina, sono realizzate interamente a mano e modellate in varie forme e formati.
Completamente atossiche poiché prive di rivestimenti chimici, coloranti o metalli pesanti, al loro interno non vi è traccia alcuna di piombo, cadmio o nichel ma vi sono solo elementi naturali, sedimentati da milioni di anni nelle più alte montagne asiatiche e lavorati da artigiani specializzati.
Naturalmente ricche di oligoelementi come come silicio, ferro, manganese, zinco i quali contribuiscono ad arricchire il sapore dei cibi, le pentole in ceramica Zisha possono essere usate in forno fino a 400 C°, sia nell’induzione previo utilizzo di un adattatore come quello proposto da Siqur Salute.
Inoltre hanno due caratteristiche uniche al mondo: abbattono il colesterolo negli alimenti e alcalinizzano l’acqua di cottura aumentando il pH di un punto. 

pentole in ceramica zisha

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