Che cos'è l'acqua alcalina ionizzata e idrogenata e quali benefici apporta
Da: Estraggo Depurazione dell'acqua e ionizzatore d'acquaDalle montagne dell’Himalaya alle valli del Caucaso, le popolazioni più longeve del pianeta condividono un sorprendente segreto di salute: bevono acqua alcalina ricca di idrogeno attivo e minerali naturali.
Gli studi su comunità come Okinawa, Hunza, Vilcabamba e Loma Linda hanno dimostrato che la loro straordinaria vitalità non dipende solo da una dieta povera ma naturale, a base di frutta, verdura e cereali integrali, bensì da un’acqua con un pH elevato e un potente potere antiossidante.
L’acqua “magica” degli Hunza e gli studi scientifici
Il popolo Hunza, che vive ai piedi dell’Himalaya, è stato studiato per decenni a causa della sua eccezionale longevità (età media superiore ai 100 anni).
L’acqua che scorre dalle rocce glaciali della loro valle presenta caratteristiche uniche: alta alcalinità, presenza di idrogeno molecolare e minerali colloidali altamente biodisponibili, cioè facilmente assorbibili dal corpo umano.
Simili acque “vitali” sono state trovate anche in Shin Chan (Cina), nelle Ande, in Azerbaigian, Lourdes e Nordenau, tutte zone in cui la popolazione gode di una salute fuori dal comune.
Il premio Nobel Henri Marie Coanda, pioniere della fluidodinamica, fu tra i primi a indagare scientificamente la relazione tra acqua di origine glaciale e salute.
Analizzò i minerali presenti in queste acque — ferro, magnesio, sodio, calcio e silicati naturali — scoprendo che la loro struttura molecolare organizzata favorisce il trasporto di elettroliti e minerali all’interno dell’organismo.
Coanda la definì “acqua con proprietà anomale”: un liquido con bassa tensione superficiale, elevato pH e un forte potere antiossidante, capace di neutralizzare i radicali liberi grazie al suo potenziale ossido-riduttivo negativo (ORP).
La scoperta dei microclusters e la nascita degli ionizzatori
Successivi studi, proseguiti dal ricercatore Patrick Flanagan, identificarono nei microclusters di silicati l’origine di queste straordinarie proprietà: minuscoli gruppi di molecole capaci di ionizzare l’acqua, generando una conduttività elettrica che attira minerali e ioni benefici.
Negli anni ’50, un gruppo di scienziati giapponesi riuscì a riprodurre artificialmente lo stesso tipo di acqua attraverso il processo di elettrolisi, dando vita ai primi ionizzatori di acqua alcalina.
I risultati furono così promettenti che, nel 1966, il Ministero della Sanità giapponese ne autorizzò l’uso terapeutico negli ospedali per il trattamento di iperacidità, gastrite, ulcera e reflusso gastroesofageo.
Negli anni ’70, anche la Corea del Sud ne approvò l’utilizzo come dispositivo medico.
Nel 1985, dopo rigorosi test di sicurezza, gli Stati Uniti iniziarono la produzione di ionizzatori domestici, aprendo la strada alla diffusione mondiale della tecnologia per l’acqua alcalina ionizzata.
Oggi, questa innovazione è finalmente disponibile anche in Italia, rendendo possibile bere ogni giorno un’acqua viva, alcalina e antiossidante, proprio come quella delle popolazioni più longeve.
Bere acqua alcalina ionizzata ogni giorno non è una moda, ma una scelta di benessere fondata su decenni di studi scietifici.
Scopriamo quali:
1) Azione antiossidante: l’acqua alcalina che rallenta l’invecchiamento
L’acqua alcalina ionizzata è molto più di una semplice bevanda: è una difesa naturale contro l’invecchiamento e lo stress ossidativo.
Grazie al suo straordinario potere antiossidante, aiuta il corpo a neutralizzare i radicali liberi prima che possano danneggiare cellule, tessuti e DNA.
⚡ Cosa sono i radicali liberi e perché invecchiano le cellule
I radicali liberi (ROS) sono molecole instabili prodotte ogni giorno dal nostro organismo — sia come risultato dei normali processi metabolici, sia per l’esposizione a fattori esterni come smog, pesticidi, metalli pesanti o raggi UV.
Per stabilizzarsi, queste molecole “rubano” elettroni alle cellule sane, innescando una reazione a catena di ossidazione che accelera l’invecchiamento cellulare e aumenta il rischio di patologie croniche.
Quando i radicali liberi diventano troppi, si crea uno squilibrio chiamato stress ossidativo, collegato a disturbi come ictus, infarto, Alzheimer, Parkinson, malattie reumatiche e tumori.
Come difendersi: antiossidanti e acqua alcalina ionizzata
Una corretta alimentazione a base di cereali integrali, frutta, verdura e legumi, unita al consumo quotidiano di acqua alcalina ionizzata, rafforza le difese dell’organismo, creando un vero e proprio “scudo antiossidante” naturale.
L’acqua alcalina è infatti ricca di idrogeno molecolare e possiede un potenziale ossido-riduttivo (ORP) negativo, cioè la capacità di donare elettroni ai radicali liberi, neutralizzandoli prima che provochino danni.
Il potenziale antiossidante si misura in millivolt (mV): più il valore è negativo, maggiore è la capacità antiossidante.
Nel caso dell'acqua alcalina ionizzata il valore raggiunto è di -600 mV, superiore perfino a quello della rinomata acqua degli Hunza (−350 mV) e nettamente migliore rispetto a succhi appena estratti, come succo di arancia biologica (−50 mV) o di carota (−30 mV).
Per confronto, le comuni acque in bottiglia o del rubinetto mostrano valori ossidanti positivi tra +200 e +400 mV, cioè l’esatto opposto: invece di proteggere le cellule, favoriscono l’ossidazione.
2) Azione alcalinizzante: equilibrio e benessere a ogni sorso
Il nostro corpo funziona al meglio in uno stato leggermente alcalino, con un pH del sangue stabile tra 7,36 e 7,40. Tuttavia, un’alimentazione ricca di zuccheri, farine raffinate e proteine animali tende a generare acidità, costringendo l’organismo a utilizzare le proprie riserve minerali (calcio, magnesio, potassio e sodio) per ristabilire l’equilibrio. Quando queste scorte si esauriscono, il corpo attinge calcio dalle ossa, indebolendole e aumentando il rischio di osteoporosi e affaticamento cellulare.
Bere acqua alcalina ionizzata è uno dei modi più semplici ed efficaci per neutralizzare l’acidità interna e favorire l’omeostasi naturale del corpo. Ricca di minerali biodisponibili, sostiene i sistemi tampone di polmoni, reni e sangue, aiutando a mantenere costante il pH fisiologico e migliorando energia, digestione e assimilazione dei nutrienti.
Durante la gravidanza, l’acqua alcalina svolge un ruolo fondamentale: aiuta la madre a reintegrare i minerali ceduti al feto e a mantenere un sangue più alcalino, riducendo nausea e stanchezza. Nel lungo periodo, un’idratazione alcalina regolare contribuisce a preservare la densità ossea, contrastare l’invecchiamento e promuovere un profondo senso di benessere vitale.
3) Idrata in profondità l'organismo
Il dott. Vittorio Federico Barbieri afferma: "L'acqua alcalina ionizzata ha un potere idratante, utile soprattutto nella disidratazione, almeno 7 volte maggiore dell'acqua comune di rubinetto o in bottiglia. È inoltre il più potente antiossidante naturale e, essendo alcalina, aiuta a ripristinare il corretto equilibrio acido-basico del nostro organismo, aspetto fondamentale per godere di buona salute, purtroppo molto spesso trascurato dalla medicina ufficiale; queste proprietà dell'acqua ionizzata continuano a dare beneficio ali' organismo, fintanto che la si beve".
L’acqua ionizzata presenta infatti una struttura molecolare più piccola (cluster di 5-6 molecole) mentre l’acqua di rubinetto o di bottiglia ha molecole più grosse (cluster di 16 -32 molecole).
Queste piccole strutture permettono all'acqua di accedere anche ai più piccoli percorsi attraverso i tessuti: è come se l'acqua letteralmente diventasse più "bagnata".
Questa forma di "microacqua" è molto più idratante dell'acqua tradizionale e pertanto rende disponibile molto più ossigeno per le cellule.
Questo fa sì che il metabolismo venga accelerato dandovi una sferzata di energia.
Inoltre l'assunzione quotidiana di acqua alcalina partecipa a ridurre la produzione di urina e l'osmolalità del sangue, permettendo di conservare maggiori livelli di idratazione e garantendo la fluidità del sangue nel sistema cardiovascolare.
Un'alta osmolalità del plasma è associata all'aumento del rischio di morte per ictus.
4) Detossifica e depura l'organismo
L’acqua alcalina energizzata è un formidabile detergente del tratto digestivo.
Bere un’acqua alcalina consentirà al tuo corpo di eliminare la placca di muco e di mantenersi pulito e depurato.
Quando un corpo ha queste caratteristiche la sua capacità di assimilazione cresce a dismisura.
Inoltre la biodisponibilità del calcio aumenta del 43%.
5) Migliora le prestazioni e il recupero degli sportivi
Durante le prestazioni sportive i muscoli producono acidi metabolici (come l’acido lattico), che sono i responsabili della sensazione di bruciore che si avverte durante lo sforzo ma anche dello stato di affaticamento e debolezza che subentra dopo.
Gli acidi metabolici determinano anche un abbassamento del pH dell’organismo che, da alcalino tende a diminuire spostandosi verso una condizione di acidità.
Questa variazione contribuisce a far avvertire la stanchezza: la naturale conseguenza è una diminuzione della forza muscolare e quindi a una riduzione delle prestazioni performaces sportive.
Per invertire questo processo ed espellere gli acidi metabolici dai tessuti è fondamentale idratarli in profondità. Poiché agisce direttamente sul meccanismo fisiologico di auto-regolazione del pH, l’acqua alcalina svolge un ruolo importante per contrastare l’eccesso di acidi nell’organismo e mantenere in equilibrio il pH corporeo.
“Questo spiega perché l’idratazione con acqua alcalina può accelerare i tempi di recupero dopo la performance sportiva” sottolinea Marco Della Puca, preparatore atletico riconosciuto CONI.
“Non dimentichiamo che il vero e proprio carburante per la performance di un atleta arriva dalla fonte alimentare – reale medicina del corpo umano – al cui interno l’acqua costituisce l’elemento più importante”.
Uno studio condotto dal Centro clinico di ricerca di Camden (New Jersey), pubblicato sul Journal of the International Society of Sports Nutrition, ha dimostrato che l’idratazione post-sforzo con acqua alcalina riduce maggiormente la viscosità del sangue.
Questo fattore aumenta ogni volta in cui l’attività cardiaca rallenta, come avviene in caso di disidratazione.
Negli sportivi che manifestano una perdita di acqua consistente, infatti, l’aumento di viscosità del sangue è il primo effetto collegato alla difficoltà di pompaggio del cuore.
Secondo lo studio condotto nel 2019 su 50 uomini e 50 donne, divisi in due gruppi e sottoposti ad un allenamento così intenso da ridurne il peso corporeo del 2% per effetto della disidratazione, negli sportivi che sono stati reidratati con acqua alcalina la viscosità sanguigna si è ridotta in media del 6,30%.
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