Perchè non dimagrisci: tutta colpa dello squilibrio tra Omega-3 e Omega-6

 

Un parametro molto importante nel valutare la qualità e l'efficacia dimagrante della nostra dieta è il rapporto tra i lipidi polinsaturi della serie Omega-6 e quelli della serie Omega-3.
Nella dieta occidentale moderna l’introito di Omega-3 si è molto ridotto rispetto al passato; o meglio, il rapporto si è sempre più sbilanciato verso i grassi della serie 6.
Questo si è verificato a causa sia della riduzione del consumo di alimenti ricchi di Omega-3 e dell'aumento di prodotti confezionati preparati e conservati industrialmente, sia anche per questioni più profonde.
L’aumentata richiesta del mercato ha dato vita agli allevamenti (più o meno intensivi) in cui gli animali vengono nutriti con mangime a ridotto valore nutritivo rispetto al passato: la conseguenza è che le carni, le uova e lo stesso pesce di oggi contengono meno Omega-3 rispetto a quelle di una volta.

In particolare i pesci di allevamento contengono quantità di Omega-3 di molto inferiori rispetto ai pesci cresciuti naturalmente negli oceani, nei laghi e nei torrenti.
I pesci azzurri, ad esempio quelli dei mari freddi come salmone, tonni e aringhe, ne sono ricchi proprio grazie all’alimentazione che conducono la quale è prettamente a base di plankton e alghe.

Allo stesso modo le uova di galline allevate a terra con erba e insetti hanno un rapporto molto più corretto e bilanciato rispetto alle uova di galline nutrite con i cereali.
Inoltre il fatto di arricchire i mangimi e i cereali con semi di lino porta ad un forte miglioramento del rapporto Omega-6/Omega-3 delle uova che poi entrano nelle nostre frittate: in poche parole, siamo ciò che mangiamo, ma siamo anche ciò che mangiano i nostri pesci, polli e galline!
Anche la composizione lipidica degli alimenti vegetali che assumiamo è cambiata: le piante coltivate che ci ritroviamo sulle tavole presentano maggior contenuto di omega-6 rispetto alle specie selvatiche, presenti sulle tavole dei nostri antenati, le quali erano più ricche di omega-3.

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Che cosa sono gli omega e perchè sono cosi importanti nella dieta?

Gli Omega-3 e gli Omega-6, altro non sono che grassi essenziali.
Il termine essenziale che si riferisce al fatto che devono essere necessariamente introdotti con la dieta in quanto il nostro organismo non è in grado di produrli.
Il nostro organismo riesce però a produrre la famiglia degli Omega-3 a partire da un loro precursore ovvero l'acido alfa linolenico dal quale, attraverso l'azione di enzimi, vengono sintetizzati i grassi DHA e EPA.
Questi due grassi non essenziali sono presenti in abbondanti quantità nel pesce in particolare nel pesce azzurro e questo, come vedremo in seguito, non è affatto positivo, anzi.
L'acido alfa-linolenico (l'unico grasso essenziale) invece si trova nei cibi vegetali.
I vegetariani possono, a partire dall'acido alfa-linolenico, produrre gli altri acidi grassi a catena più lunga ma devono stare attenti a non eccedere nel consumo di alimenti ricchi di Omega-6 in quanto se i loro enzimi sono troppo impiegati nella conversione di quest'ultimo c'è il rischio di non riuscire più a convertire gli Omega-3.
Nei nostri antenati il rapporto tra Omega-6 e Omega-3 era di 1 a 1 cioè in una proporzione perfettamente bilanciata.
Nella dieta occidentale, ricca di alimenti raffinati e lavorati industrialmente, questo rapporto si è incredibilmente sbilanciato a favore degli omega 6 arrivando a sfiorare il 13:1 in Europa e il 20:1 in America.
Per essere sani, snelli e stare bene, medici e dietologi consigliano un rapporto tra Omega-6 e Omega-3 compreso fra 1:1 e 4:1.
Quando noi rimaniamo in questo rapporto la nostra energia aumenterà, le nostre unghie diverranno più forti e resistenti e i nostri denti tenderanno a non cariarsi, ma soprattutto il nostro peso incomincerà a diminuire.

top 10 fonti di omega-3

Le migliori fonti vegetali di Omega-3: il confronto con il pesce azzurro

La fonte più ricca di acido alfa-linoletico sono i semi di lino, in particolare il loro olio.
L'olio di lino contiene da 10 a 15 volte la quantità di Omega-3 rispetto a un pari quantitativo di pesce, il tutto senza gli aspetti negativi legati all'assunzione del pesce il quale viene pescato (talvolta in un altro continente), trasportato sotto ghiaccio, lasciato nei banchi del mercato e infine cotto.
La cottura denatura gli omega-3 e li rende di fatto inutili ma non ci protegge dai metalli pesanti, medicine e microplastiche che i pesci possono ingerire.
Sono consigliate 2 porzioni al giorno di cibi ricchi di omega-3.
Ogni porzione fornisce circa 2,5 g di tali acidi grassi in forma di ALA.

Una porzione equivale a:

  • -5 mL (1 cucchiaino, circa 5 g) di olio di semi di lino.
  • -15 ml (3 cucchiaini, circa 15 g) di olio di noci.
  • -15 mL (3 cucchiaini, circa 10 g) di semi di lino macinati.
  • -30 g di noci (circa 6 noci);
  • -15 g di semi di chia macinati.
  • -15 ml (3 cucchiaini, circa 15 g) di olio di canapa.


Si potrebbe pensare di integrare la dieta con supplementi ricchi d'olio di pesce al fine di eliminare, se non totalmente almeno parzialmente, la necessità di assumerli con la dieta.
Niente di più sbagliato: come vedremo nel prossimo paragrafo vi sono importanti evidenze scientifiche le quali dimostrano come non solo gli integratori o le capsule d'olio di pesce non servono a nulla ma che addirittura in alcuni casi possono costituire un pericolo per la salute.

Omega-3 

Omega-3: due studi dimostrano che gli integratori non servono a nulla


Due studi effettuati dagli epidemiologi dell’Università inglese dell’East Anglia, pongono una pietra tombale sui benefici attribuiti agli integratori di acidi grassi Omega-3, i quali negli ultimi anni hanno alimentato un mercato tanto ricco quanto devastante per l’ambiente, e soprattutto basato su presupposti che non reggono alla prova dei fatti.

Il primo lavoro
, che ne aggiorna uno precedente, del 2018, riguarda il legame tra gli integratori e la prevenzione delle malattie cardiovascolari, ed è stato pubblicato sulle Cochrane Reviews.

Si tratta di analisi condotte in base a criteri scientifici rigorosi, con lo scopo di ottenere indicazioni chiare e fondate.
In questo caso sono stati esaminati 86 studi della durata minima di un anno (alcuni durati anche 88 mesi), condotti su oltre 160.000 soggetti a vari livelli di rischio.
Tutte le persone sono state  trattate con un placebo o con supplementi contenenti assortimenti diversi di Omega-3, a catena lunga.
Il risultato è stato inequivocabile: non è possibile dimostrare alcun tipo di beneficio sulla mortalità generale né su quella specifica né sugli ictus con nessuna delle formulazioni provate.
Inoltre, secondo quanto affermato dal dott. Neal Barnard, presidente dell'associazione dei Medici per una Medicina Responsabile degli Stati Uniti, gli acidi grassi Omega-3 provenienti dal pesce, cioè il DHA e l'EPA (Omega-3 a lunga catena), frequentemente utilizzati come integratori sotto forma di capsule d'olio di pesce, oltre a non essere utili, possono risultare anche dannosi.
Dopo aver letto gli esiti del secondo studio, pubblicato sull'American Journal of Epidemiology (Brasky, 2011), le persone ci penseranno due volte prima di assumere capsule d'olio di pesce.
Risulta infatti che gli uomini con maggiori livelli di ematici di DHA sono a maggior rischio di sviluppo di cancro alla prostata.
I ricercatori hanno esaminato i 3.461 partecipanti al Prostate Cancer Prevention Trial, uno studio sulla prevenzione del cancro alla prostata, e hanno riscontrato come i soggetti con i più alti livelli di DHA nel sangue avessero una probabilità  di sviluppare una forma aggressiva di cancro alla prostata di due volte e mezza superiore rispetto ai soggetti con i livelli ematici più bassi.
Inoltre uno studio condotto dai ricercatori dell'Harvard School of Medicine ha trovato una correlazione tra assunzioni di supplementi a base di acidi grassi omega-3 a lunga catena e il diabete di tipo 2.
Seguendo 195.204 adulti per un periodo di 14-18 anni, i ricercatori hanno evidenziato come ad un maggior consumo di pesce e integratori di acidi grassi omega-3 a lunga catena corrispondesse un maggiore rischio di sviluppare il diabete mellito (Kaushik, 2009).
Insomma, molti studi scientifici recenti hanno dimostrato che le promesse pubblicitarie dell'olio di pesce non sono mai state mantenute.
Nello specifico, non è di aiuto ai malati di cuore, non serve contro la malattia di Alzheimer, non previene la depressione, e, almeno fino ad oggi, non rende i bambini più intelligenti.
Ecco perchè l'unica vera fonte di Omega-3 nella forma più pura e bio-compatibile (acido alfa-linolenico) sono gli alimenti vegetali, in particolare l'olio di lino, l'olio di canapa e l'olio di noci.

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Olio di lino, noci e canapa: ecco perchè devi sempre e solo assumerli appena estratti a freddo


Abbiamo visto che l'olio di lino, noci e di canapa sono fonti importanti di Omega-3.
Prima di precipitarti in un negozio ad acquistarli c'è una cosa molto importante che devi sapere.
Questi oli, seppur ricchissimi di vitamine, enzimi e Omega-3 hanno un problema: sono delicatissimi e di ossidano facilmente all'aria, alla luce e a contatto con il calore.
Ciò provoca l'irrancidimento della materia grassa formando pericolose sostanze come i radicali liberi che avvelenano il corpo.
Un olio ossidato è un olio morto e in quanto tale tossico.
Ecco perchè è fondamentale che la spremitura con la quale questi oli sono ricavati sia realizzata a freddo ovvero con l'ausilio di un estrattore d'olio.
Le bottiglie che trovi nei negozi, seppur con la dicitura "spremuto a freddo" hanno subito diverse fasi, quali trasporto e conservazione e durante queste fasi si sono inevitabilmente ossidate.
Un olio per poter essere definito come veramente estratto a freddo, deve essere consumato entro 15 minuti dall'estrazione.
Passato quel periodo di tempo il suo sapore comincia a cambiare.
Ma come facciamo ad estrarre a freddo i nostri semi a casa nostra ed avere cosi un olio biologico dal sapore autentico e inimitabile da consumare subito?
Semplice, con l'estrattore d'olio LifeEnergy OIL.
Frutto di una ricerca pluriennale, questo estrattore è in grado di estrarre rapidamente qualsiasi seme oleoso o dalla frutta secca.
Facile da usare, ti basterà introdurre i semi nell'apposita tramoggia (capacità 500 gr), accenderlo e immediatamente avrai un olio fresco, vivo, non ossidato e con tutti gli oligoelementi e le vitamine inalterate e nella loro più forma biocompatibile.
Ciò è stato reso possibile dall'implementazione del Gold Disc, una speciale tecnologia unica al mondo e presente solo nei prodotti che compongono la linea LifeEnergy.
Ma le sorprese non finiscono qui: LifeEnergy OIL oltre ad estrarre l'olio ricava anche della fibra friabile la quale può essere usata come farina.
E per la pulizia?
Nessun problema, LifeEnergy OIL è autopulente e non ha bisogno di essere pulito: finita un'estrazione ti basta lasciarlo andare in funzione fino allo spegnimento automatico e sarà subito pronto per un'altra estrazione.
Che aspetti, chiama lo 049502872 oppure inviaci una mail all'indirizzo info@siqursalute.it

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Fonti:

https://www.scienzavegetariana.it/news/notizia_1133.html?id=1133

https://ilfattoalimentare.it/omega-3-benefici-integratori.html