Elettrosensibilità, ipersensibilità elettromagnetica, EHS (electromagnetic hypersensitivity), allergia alla dirty electricity: tutti sinonimi per descrivere una sindrome ancora poco conosciuta, ma sempre più attuale.
Scopriamo insieme di cosa si tratta e come fare per contrastarla.

 

elettrosensibilità quali effetti ha sul nostro corpo

 

L’elettrosensibilità è una reazione organica negativa ai campi elettromagnetici presenti negli oggetti che utilizziamo tutti i giorni: cellulari, elettrodomestici, luci al neon e tutte le altre fonti di onde elettromagnetiche.

Nel Regno Unito, circa il 4% delle persone riferisce di avere sintomi spiacevoli dovuti all'esposizione a campi elettromagnetici emessi da telefoni cellulari, router Wi-Fi, TV, ecc, e questo tema sta facendo molto discutere la comunità scientifica.
In Italia non è ancora una malattia riconosciuta dalla legge, ma, ad esempio, in Francia nel 2015 è stata riconosciuta una indennità mensile ad una donna di Tolosa, Marine Richard, che si è ritrovata costretta, per via della sua ‘’allergia’’ alle onde elettromagnetiche, a trasferirsi in un fienile isolato dal mondo e soprattutto da ogni forma di elettricità*. Marine si è ritrovata a non riuscire più a lavorare e vivere all’interno della società e chi come lei soffre di questa sindrome si trova a essere in forte disagio in ogni situazione quotidiana*.
Casi di persone auto-segregatesi in zone libere da emissioni elettromagnetiche si possono ritrovare in tutto il mondo.

 

*Fonte: Telegraph UK, 31 agosto 2015

 

I sintomi dell'elettrosensibilità

I sintomi riscontrati dalle persone che soffrono di elettrosensibilità sono molti: emicranie, difficoltà a concentrarsi, insonnia, dolori al petto e formicolii in tutto il corpo.
Il dibattito scientifico al momento è incentrato sulla natura di questi sintomi: c’è chi afferma che siano di natura organica (derivanti quindi dalla dirty electricity) e c’è chi afferma che invece siano di natura psicologica (causati dallo stress).

 

I rimedi

Per quanto riguarda i rimedi, uno su tutti prevale: la prevenzione. A prescindere dallo stato di malattia, dovremmo cercare di utilizzare meno i dispositivi elettronici (ne abbiamo parlato qui) per ridurre il grado di esposizione alla dirty electricity a cui siamo sottoposti tutti i giorni. Inoltre anche ridurre lo stress, che sicuramente influisce in questa sindrome che ha una componente psicosomatica, tramite meditazione può aiutare. Un altro metodo utilizzabile è la cristalloterapia, in particolare utilizzando la tormalina nera e la grafite, utilissime per assorbire e difenderci dall’elettromagnetismo.