"Emergenza PM", cosi ha aperto l'ultimo rapporto meteo dell'ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto).

Nei primi mesi di quest'anno, in particolare tra il 18 e il 24 febbraio, sono stati infatti rilevati dati preoccupanti a riguardo con il quantitativo di PM 10 nell'aria che è arrivato a toccare quota 156, superiore di due volte e mezzo il limite massimo consentito.

 

 Inquinamento dell'aria


Come si compone l'aria da noi respirata?

Principalmente l’aria è composta per circa il 78 % da azoto, per il 21 % da ossigeno, per l'1% da argon e per lo 0,3 % da vapore acqueo.

Non solo, essa contiene anche quantità molto piccole di altri gas come l’anidride carbonica (CO2) e il metano.

Oltre a questi elementi sono presenti un numero molto elevato di particelle di dimensioni variabili, conosciute comunemente come particolato atmosferico.

Questo si può definire come l'insieme delle particelle sospese in un mezzo gassoso: l’atmosfera.

Queste particelle sono emesse sia da processi naturali quali le polveri minerali provenienti dal suolo e quelle provenienti dalle eruzioni, lo spray marino1 e le polveri da incendi boschivi sia dalle sorgenti antropiche connesse all'attività dell'uomo.

Quest'ultime includono tutti quei processi di combustione che avvengono nell’industria, nel trasporto, nonchè la combustione delle biomasse legnose a livello domestico.

 

Prima di procedere dobbiamo specificare che molte delle sostanze emesse nell’atmosfera sono altamente reattive in quanto hanno una propensione ad interagire con altre sostanze per formarne di nuove.

Quando ciò avviene è possibile che si formino delle sostanze inquinanti nocive per la nostra salute e l'ambiente.

Il calore (compreso quello del sole) è un catalizzatore che facilita o scatena processi di questo tipo.

Inoltre le particelle primarie e secondarie immesse nell'atmosfera tendono ad essere trasportate dalle correnti d'aria per diverse migliaia di chilometri.

 

Durante questo viaggio, esse sono soggette a vari processi chimici e fisici che ne variano forma, dimensione e composizione.

Per questo motivo la composizione dell'aria varia costantemente.

Ora, potremmo pensare che gli ambienti interni, spesso ventilati e puliti, siano meno inquinati di quelli esterni.

Nulla di più sbagliato.

Il motivo? Tutta colpa dei Composti Organici Volatili (COV)!

 VOC

I veleni invisibili presenti nelle nostre case: la formaldeide ed il benzene.

 

Iniziamo con l'affermare che l’inquinamento indoor è sempre esistito, sebbene in forme meno gravi rispetto a quelle odierne.

Sono state evidenziate numerose prove dirette della presenza dell'inquinamento nell'aria grazie al ritrovamento di scheletri aventi dei residui di piombo nelle ossa e risalenti ad un periodo temporale compreso fra il 250 a.C. e il 250 d.C.

L'attività siderurgica di quell'epoca, specialmente nel mondo romano, è stata testimoniata dal ritrovamento sul fondo del mare di numerosi relitti di imbarcazioni adibite specificatamente al trasporto del piombo.

Non solo, diversi tipi di oli utilizzati per l'illuminazione (ad esempio quelli contenuti nelle lanterne), nonchè i combustibili per il riscaldamento e i pigmenti utilizzati nella colorazione del legno, hanno costituito, fin dall'antico Egitto, una fonte primaria nell'inquinamento interno da fumi.


La percezione circa il pericolo generato da questa forma di inquinamento è stata a lungo sottostimata, anche dagli specialisti.

Una reale presa di coscienza del problema è emersa soltanto negli ultimi anni, quando si sono identificati con prove incontrovertibili gli effetti cronici provocati dall'inquinamento indoor sull’organismo umano.

Bisogna precisare che non esiste un unico responsabile di questi effetti ma che diversi elementi partecipano in questo processo.


inquinamento domestico


Gli ambienti interni sono infatti ricchi di quelli che vengono comunemente definiti: "Composti Organici Volatili" (COV) ossia un’ampia categoria di molecole organiche (più di 600) caratterizzate da una tensione di vapore tale da renderle facilmente evaporabili e dispersibili nell'aria.

Negli ambienti confinati questi composti costituiscono una classe rilevante degli inquinanti chimici dato che sono emessi da una grande quantità di prodotti come ad esempio vernici, colle, mobili, tessuti, stampanti, prodotti di pulizia, fumo di tabacco, insetticidi e materiali vari.

Inoltre, i COV sono anche prodotti dal metabolismo di agenti microbiologici quali le muffe.

Il responsabile principale dell’aumento di COV di origine microbica negli ambienti confinati è stato inviduato nell’umidità.


Essa non solo danneggia le abitazioni ma genera la presenza miceti (funghi, lieviti e muffe) quali Penicillium e Aspergillus, indicati come i principali responsabili di allergie respiratorie e di sensibilizzazione agli allergeni.

L'azione negativa dei composti organici volatili è stata confermata anche da uno studio condotto in undici città del nord Europa, che ha messo in relazione diretta l’asma in bambini e adolescenti con la presenza di COV nell’ambiente scolastico2.

Inoltre numerosi risultati di studi epidemiologici hanno dimostrato la relazione tra presenza di muffe in abitazioni e patologie respiratorie.

 

A questo punto è naturale chiedersi quali composti organici siano presenti all'interno degli ambienti confinati e come vedremo la risposta, sebbene possa dipendere da vari fattori, porta inevitabilmente ad un'unica conclusione: le nostre case, i nostri uffici ma anche le scuole, gli alberghi e persino gli ospedali sono pieni di sostanze pericolose e in alcuni casi addirittura cancerogene: stiamo parlando della formaldeide e del benzene di cui potete trovare maggiori informazioni cliccando qui

 

Le misurazioni con Igeress: differenze tra vari tipi di ambienti

Ora che abbiamo scoperto di quali elementi può essere composta l'aria è naturale chiedersi quale sia l'esatta composizione dell'ambiente che ci circonda.

A tal proposito ci viene in soccorso un interessante strumento: si chiama Igeress ed è un rivelatore professionale della qualità dell'aria.

Esso rivela non solo la quantità di PM (2,5 e 10) presenti nell'aria ma anche la quantità di formaldeide (HCHO) e di benzene (TVOC).

In particolare abbiamo esaminato due differenti ambienti: la strada adiacente alla nostra azienda e l'interno del nostro ufficio.

Quelli che abbiamo scoperto sono stati dei risultati interessanti e sconvolgenti.

 

-L'ambiente esterno

 

Esterni


Dalla foto si può notare che il livello di PM 2.5 e PM 10 è rispettivamente di 083 e 096.

Si tratta di valori elevati, basti pensare che il limite massimo consentito in Italia per quanto concerne i PM 10 è di 035 (valore a sua volta fin troppo elevato se pensiamo che negli USA il limite è di 010 e ad Hong Kong è di 009).

Non solo, anche il livello del TVOC (Benzene) è particolarmente elevato mentre il valore della formaldeide rientra nei limiti fissati a 0,12 mg/ mper gli ambienti esterni.

 

-L'ambiente interno purificato con LifeEnergy Air

Grazie a LifeEnergy Air abbiamo abbattuto il livello di PM nell'aria di oltre il 95% arrivando a valori di 006 per i PM 2,5 e 006 per i PM 10.

Non solo, anchi i valori del benzene e della formaldeide sono decresciuti in maniera esponenziale, con quest'ultima che ha raggiunto quota 0.000.


Interni


Rendere dell'aria che respiri pura come quella di alta montagna: grazie a LifeEnergy Air da oggi si può!

 

Come si evince dalle misurazioni l'aria in circolo nel nostro ufficio è enormemente più pura rispetto a quella misurata fuori sebbene, come precedentemente spiegato, dovrebbe avvenire il contrario.

Il perchè di questa discrepanza è facilmente spiegabile: grazie al nostro LifeEnergy Air ci siamo assicurati il massimo della purezza e della qualità, il tutto con una semplicità disarmante.

A questo punto è naturale chiedersi come funzioni questo dispositivo e la risposta vi stupirà.

LifeEnergy Air non è ne un semplice depuratore ne un singolo ionizzatore ma un vero e proprio sistema di trattamento dell'aria a stadi.

Il che vuol dire che questa macchina opera in diversi settori e non su un singolo aspetto (come fanno la maggior parte degli altri dispositivi).

In particolare prima filtra, poi purifica e ionizza ed infine energizza l'ambiente.

Questo avviene grazie alla sinergia di due esclusive tecnologie svizzere le quali operano in simbiosi al fine di rendere gli ambienti delle vere e proprie oasi.

Con questo dispositivo non solo si eliminano tutti i composti organici volatili (VOC) descritti in precedenza ma anche gli allergeni, gli odori, i microrganismi fungini, le muffe e soprattutto tutte le polveri, anche le più fini (come i PM2,5 i quali vista la loro dimensione microscopica penetrano fino agli alveoli provocando nel lungo termine infezioni e aumentando la probabilità di contrarre alcuni tumori).

Non solo, questo dispositivo riesce ad equilibrare gli ioni positivi e negativi nell'aria e crea un campo frequenziale ed armonico in grado di fornire energia vitale a tutti gli esseri viventi.


Ionizzatore bipolare

Vuoi sapere di più su questo dispositivo?

Allora manda una e-mail al nostro indirizzo info@siqursalute.it oppure telefona allo 049502872.

I nostri tecnici ti risponderanno e ti spiegheranno come acquistare questo fantastico apparecchio!

 

Formazione di goccioline d'acqua di mare nell'aria create dall'interazione del vento con la superficie delle onde, le quali vengono diffuse nell'aria e successivamente evaporano lasciando particelle di sale sospese nell’atmosfera.

2 Studio pubblicato nel corso del 2011 sulla rivista scientifica “Atmospheric Environment".