Perchè fare il latte vegetale in casa è un’ottima idea?

Perchè fare il latte vegetale in casa è un’ottima idea?

Primavera

È boom di consumo di latte vegetale in Italia: secondo un sondaggio realizzato dalla piattaforma Everli, marketplace della spesa online, ben il 78% dei consumatori italiani ha provato almeno una volta un’alternativa vegetale al latte vaccino, e più del 12% lo consuma abitualmente1.
Quali sono le motivazioni che stanno portando a questo cambiamento di consumi? Vediamo perché scegliere un latte vegetale e soprattutto perché farlo a casa propria.

Il passaggio al latte vegetale

La decisione di abbandonare il latte vaccino, o altro latte di derivazione animale, per passare al latte vegetale quando presa per la prima volta dovrebbe essere ponderata e poi eseguita in tempi corretti: per la salute del proprio organismo è bene non passare di colpo da un regime alimentare a un altro, ma bisogna dare tempo al proprio corpo di abituarsi al cambiamento.
Se non si è già vegani da tempo è infatti meglio eseguire questo passaggio con gradualità e soprattutto fornendo all'organismo tutti quegli elementi vitali e fondamentali di cui necessita, cioè non privandolo di essi da un momento all'altro.
In prima battuta, se si era magari abituati a bere latte vaccino, è bene ridurlo gradualmente, per poi integrare la quantità eliminata con il latte vegetale, fino ad arrivare alla sostituzione completa.

Perchè passare al latte vegetale?

Sono molteplici le ragioni che spingono ormai tantissime persone nel mondo a non consumare latte vaccino.


1) Questione Etica: l'industria lattiero casearia è forse quella più legata a pratiche di marketing che mistificano la realtà: malgrado le immagini pubblicitarie di placide vacche al pascolo, negli allevamenti mucche e i vitelli sono ridotti a strumenti di produzione; vivono una vita di stenti, che si conclude con una morte precoce e sempre ricca di sofferenze.

2) Salute: le evidenze scientifiche correlano l'insorgenza di patologie anche gravi al consumo regolare di latte vaccino, tanto che sempre più persone – pur non essendo vegane – ne evitano l'assunzione2.


3) Impatto ambientale: ormai sempre più studi3 dimostrano che le emissioni di gas serra derivanti dalla produzione di latte vegetale sono inferiori, spesso anche di molto, rispetto a quelle che derivano dalla produzione di latte vaccino e sono praticamente azzerate se il latte è fatto in casa.


Perchè NON acquistare il latte vegetale già confezionato?

1) Non sai che cosa c’è dentro.

Il più delle volte la maggioranza delle persone va a fare la spesa con i minuti contati: chi ha tempo di mettersi anche a leggere le etichette?
Eppure se lo facessimo, scopriremmo realmente che cosa stiamo acquistando - e soprattutto cosa stiamo immettendo nel nostro corpo – risparmiando molto dopo, quando magari ci saremo ammalati perché abbiamo consumato alimenti poco sani, senza neanche saperlo.
Per esempio, la quasi totalità dei tipi di latte vegetale confezionati che si trovano sul mercato - anche biologici - contiene una bassa se non bassissima percentuale della materia prima (avena, riso, cocco,ecc..).
Il resto sono additivi aggiunti, come gli stabilizzanti, gli addensanti e così via, sostanze non sempre salutari o innocue per la salute.
Inoltre vi è anche la presenza, spesso arbitraria, di zuccheri aggiunti o, peggio, di edulcoranti come lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, che numerosi studi hanno dimostrato essere assai dannoso per la salute.
Allo stesso modo, possono essere presenti altri composti non salutari come lo sciroppo di glucosio, gli edulcoranti artificiali (spacciati come "light") quali aspartame, saccarina, acesulfame K, sucralosio, ciclamato, il fruttosio di vari tipi, lo xilitolo e così via.
Tutti questi dolcificanti sono stati oggetto di numerose ricerche, la maggior parte delle quali ne ha indicato la potenzialità nell'aumentare il rischio di cancro - se non di causarlo direttamente - e altre patologie come quelle metaboliche (diabete, obesità ecc.) 4.
Infine l'acqua è sempre l'ingrediente principale e la sua alta percentuale spesso non giustifica il prezzo, che quasi sempre è piuttosto elevato.


2) É pastorizzato e ossidato.


Qualsiasi latte vegetale (biologico o non) per poter essere conservato a lungo sullo scaffale (quindi una scadenza lunga pari a 10-12 mesi circa) subisce la pastorizzazione.
Si tratta di un trattamento termico ad alte temperature (80 C°) che ha lo scopo di abbattere la carica batterica dell’alimento.
Fin qui tutto bene peccato che oltre ad eliminare i batteri cattivi, questo trattamento distrugge anche i batteri buoni, altera il gusto e soprattutto elimina molti nutrienti naturali, quali le vitamine, gli amminoacidi e gli enzimi.
Gli enzimi, sostanze importantissime per la salute, sono veramente sensibili al calore: basti pensare che già a 47 C° comunciano ad inattivarsi.
Il risultato è quindi un latte vegetale morto e priva di energia vitale.

5 buoni motivi per scegliere il fai da te con l’estrattore di succo

Produrre da sé il latte vegetale con l’estrattore di succo assicura una migliore scelta della materia prima, degli eventuali ingredienti aggiunti e di tutto il processo di produzione.
In questo modo possiamo davvero essere sicuri di assumere un prodotto qualitativamente e nutrizionalmente valido, salutare e, alla fine, anche più economico.


1) Sai cosa ci metti

Al contrario del latte vegetale in bottiglia, gli ingredienti che lo compongono li scegli tu che fai anche l’estrazione.
Puoi quindi avvalerti di prodotti biologici da negozi o produttori che conosci e non aggiungere zucchero o additivi.
Per ottenere variazioni di sapore, al posto dello zucchero, puoi disciogliere nell’acqua di ammollo un dolcificante quale il miele, lo sciroppo d'agave o il malto di riso.
Oppure dopo l'estrazione puoi spolverare con del cacao o della cannella in polvere oppure aggiungere delle scagliette di cioccolato o di cocco.


2) É fresco, non ossidato e non è pastorizzato

L’estrazione a freddo dell’estrattore, ottenuta grazie alla rotazione lenta di una coclea, permette ai latti vegetali di essere vivi, non ossidati e soprattutto non pastorizzati.
Al contrario è sconsigliato l’uso del frullatore poiché durante l'operazione di frullatura viene generato dalle lame uun vortice d'aria che distrugge parte delle vitamine e altri importanti nutrienti. Inoltre l'elevata percentuale di fibre rende il latte più difficile da digerire.


3) Ha un sapore migliore ed è più ricco di vitamine

L’estrattore di succo al contrario, agisce a velocità basse (40-60 giri) e pertanto preserva tutte le vitamine, gli amminoacidi e gli oligoelementi.
Non a caso il sapore del latte appena prodotto è incredibilmente più aromatico e gradevole di quello delle bevande vegetali industriali, impacchettate e lasciate spesso per mesi su uno scaffale.
Se poi il vostro estrattore è dotato della Gold Disc Technology, allora saranno preservati e riattivati anche gli enzimi, realizzando un latte vivo e ricco di energia vitale.

4) Rispetta l’ambiente

Producendo il tuo latte vegetale eviterai di generare rifiuti inutili e dannosi per il pianeta!
Inoltre del latte vegetale realizzato con l’estrattore non si butta via nulla: la fibra residua detta okara5 è un'ottima base per ricette e dolci, come biscotti e barrette energetiche!


5) Ti fa risparmiare.

Considerando che per fare un litro di latte ci vogliono in media 100 grammi di prodotto (si va dai 40-50 g dei cereali ai 100-150 g per le noci), facendo due conti potrai constatare che il tuo latte vegetale fatto in casa ti verrà a costare meno di quello acquistato, soprattutto in considerazione del rapporto qualità prezzo!
Prendiamo ad esempio un latte di riso in commercio, biologico e di buona qualità; il prezzo oscilla sui 3 euro circa al litro.
Autoproducendo la nostra bevanda, per un litro di latte di riso andremo ad utilizzare circa 100 grammi di riso integrale, dove un kg di riso integrale biologico e di buona qualità costa circa 3 euro. La matematica è semplice: con 3 euro possiamo arrivare ad avere ben 10 litri di latte di riso anziché uno solo.. ed avremo una bevanda esclusivamente con ingredienti da noi scelti!

Quale estrattore scegliere..e una ricetta tutta da provare!

Se vogliamo estrarre quotidianamente il latte vegetale dai più svariati semi e cereali, abbiamo bisogno dell’estrattore giusto.
Non tutti gli estrattori sono adatti allo scopo, con alcuni potremmo adirittura non ottenere il risultato sperato.
Gli estrattori di succo di Estraggo, frutto di una ricerca e di una sperimentazione pluriennale, sono senza ombra di dubbio i più adatti allo scopo.
Dotati di un motore ad induzione con ingranaggi in acciaio, di un’imboccatura extralarge, di una coclea in ULTEM e nella versione LifeEnergy PRO dell’esclusiva Gold Disc Technology ti permettono di realizzare latti vegetali nutraceutici  a partire da innumerevoli semi e cereali, a seconda dei quali è consigliato un ammollo.
Nello specifico per arachidi, soia (gialla, secca), mandorle, noci, anacardi, nocciole, pistacchi (non salati), chufa, pinoli, canapa (integrale), quinoa, sesamo e lupini il tempo di ammollo suggerito è di 6 - 8 ore, mentre per avena (semi interi, non in fiocchi), orzo, riso integrale (a crudo) è necessario un ammollo di 48 ore.

Una ricetta tutta per te!

Ecco come promesso una ricetta da fare con il tuo estrattore:

INGREDIENTI:

• 200 g mandorle bio
• 1 litro d'acqua
• facoltativo: dolcificante come malto di riso, sciroppo d'agave, miele o sciroppo d'acero.

PROCEDIMENTO:

Sciacqua le mandorle (non serve che siano sbucciate) e mettile in ammollo in una caraffa d'acqua per una notte (o almeno 3 ore).
Se preferisci, sciogli nell'acqua un po' di dolcificante.
Monta nell'estrattore il filtro a fori stretti e inserisci le mandorle insieme all'acqua dell'ammollo gradualmente, con un mestolo.
Per ottenere un risultato più denso, puoi diminuire la quantità di acqua.
Se il tuo estrattore ha un motore ad induzione con ingranaggi in acciaio come in LifeEnergy PRO, puoi raccogliere la fibra e passarla un'altra volta nell'estrattore.
Il latte è pronto e la fibra può essere riutilizzata per dolci e snack.

1 https://www.veganok.com/latte-vegetale-consumi/

2 Secondo il grande studio EPIC, che segue circa 500.000 abitanti europei da oltre 20 anni, ha dimostrato che l’incidenza delle fratture dell’anca non diminuisce all’aumentare del consumo di latte e formaggi, inoltre uno studio svedese, condotto su 100.000 donne tenute in osservazione per 10 anni, ha dimostrato un aumento della mortalità globale e del rischio di fratture in quelle che bevevano 3 o più bicchieri di latte al giorno rispetto a quelle che non lo bevevano o ne consumavano meno di uno al giorno.

3 Secondo uno studio dell’Università di Oxford dal titolo: “Reducing food’s environmental impacts through producers and consumers” e pubblicato nel 2018, la produzione di un bicchiere di latte vaccino produce quasi tre volte le emissioni di gas serra di qualsiasi latte non caseario.

4 https://ilsalvagente.it/2022/04/07/dolcificanti-tumori/

5Con il termine giapponese Okara si indica la polpa di soia che rimane dopo la preparazione del latte, e per e.stensione di qualsiasi altro latte vegetale (parliamo di okara di mandorle, di anacardi, di avena, ecc.).
In occidente, il suo impiego si è diffuso attraverso le cucine vegetariana e vegana.
è una sostanza molto nutrienti e sarebbe un vero peccato sprecarla!

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