Siete a conoscenza della quantità di metalli pesanti che circolano liberamente nel vostro organismo? Sapete come vengono assimilati e come liberarsene? La terapia più nota volta a supportare il corpo nella pulizia dai metalli pesanti è la cura EDTA. La sigla EDTA sta per acido etilen-diamino-tetracetico ed è una terapia che prevede l'infusione, per via endovenosa, di acido etilen-diamino-tetracetico insieme a vitamine, aminoacidi e minerali in base alle esigenze del paziente.

 

Noi di Siqur Salute abbiamo scelto di dedicarci sia nella vita che nel lavoro al benessere della persona. Potremmo facilmente dire che mens sana in corpore sano è il nostro mantra. Per questo motivo ogni giorno ci tuffiamo nello studio e nell’approfondimento di diverse tematiche inerenti alla salute, una tra tutte: la terapia di chelazione dai metalli pesanti. 

 

I metalli pesanti fanno parte della nostra “dieta” quotidiana e cambiare menù non è per niente facile. Ci vuole buona volontà e attenzione per ogni ingrediente, per i metodi di cottura, per la scelta di dove e come vivere. Cosa fare dunque per liberarsi dai metalli pesanti? Come prima cosa sarebbe importante scegliere di assimilare ingredienti chelanti come aglio, zeolite, coriandolo, curcuma. Se migliorare la dieta non è sufficiente per vedere i primi risultati si può chiedere una consulenza agli specialisti di terapia EDTA. Per fare luce sull’argomento abbiamo raccolto un po’ di testimonianze; ci parleranno di EDTA prima un medico e infine due pazienti sottoposti alla terapia.

 

L’esperienza con EDTA di Francesca Zerba - medico fisiatra e omeopata

 

Mi chiamo Francesca Zerba e sono un medico fisiatra. Curo i miei pazienti con l'omeopatia da più di vent’anni e circa dieci anni fa ho incominciato a interessarmi all'intossicazione da metalli pesanti. Come omeopata mi avvalgo per la diagnosi di un apparecchio tedesco (Mora super) che mi permette di valutare la resistenza elettrica sui punti di agopuntura e quindi l'energia del paziente a livello dei vari organi.


Ho riscontrato che i pazienti che avevano amalgame dentarie (le vecchie otturazioni grigie) non riscontravano risultati marcati e duraturi dalla cura omeopatica. Ciò a causa di una continua autointossicazione, causata dalla liberazione ogni giorno di vapori di piombo e mercurio dalle amalgame. Metalli tossici che vanno poi a depositarsi a livello di sistema nervoso, fegato, reni, ossa, ecc.


Questi veleni superano sia la barriera ematoencefalica che la placenta e vanno a bloccare l'azione di diversi complessi enzimatici. Ne consegue un danno metabolico e quindi un alterato funzionamento cellulare se non addirittura la morte della cellula stessa. Prova ne è il fatto che i pazienti con tumori e decadimento cognitivo sono quelli che hanno i livelli più alti di metalli pesanti.


La terapia chelante con EDTA mi permette di rimuovere queste sostanze tossiche tramite le urine senza effetti collaterali avversi. L'EDTA viene usata per tale scopo per via endovenosa da più di sessant'anni. Attualmente in USA oltre un milione di persone sono state curate con terapia chelante. L'EDTA è stata riconosciuta valida dall'FDA per la rimozione dei metalli pesanti.


La terapia chelante apporta notevoli benefici: stimolazione degli osteoblasti a riformare l'osso eroso nell'osteoporosi, eliminazione dei metalli pesanti (di cui tutti noi siamo intossicati), utile nella cura delle malattie autoimmuni, neurodegenerative, tumori e aterosclerosi. Questa cura mi serve inoltre a ritardare gli effetti dell'invecchiamento rendendo più elastiche le arterie, riducendo l'ipertensione e l'ostruzione arteriosa. Rimuove inoltre i radicali liberi e le placche di calcio dal microcircolo ridonando ai vasi l'elasticità perduta.


Per valutare se il paziente necessita di terapia chelante eseguo un test di chelazione: cioè un esame delle urine (con la ricerca di una ventina di metalli pesanti) dopo flebo con EDTA.


Può essere considerato un ottimo sistema di pulizia cellulare anche a livello di prevenzione.


Due esperienze di pazienti in cura con EDTA


Ci sembra opportuno portarvi anche le testimonianze di Concetta e Alessandro, due pazienti in cura con EDTA. Premettiamo che troverete situazioni di salute anche molto complesse, ma che hanno visto risultati incoraggianti grazie all’EDTA. 


Ho la SM da 15 anni. Ho fatto 4 chelanti con EDTA e sto facendo una cura omeopatica.

(I miei disturbi erano la difficoltà a svuotare la vescica e i problemi a camminare per il cedimento improvviso delle gambe. Ora va molto meglio sia per la vescica che per il camminare e l’equilibrio.)

La mia vita è cambiata e sono molto contenta. Oggi ho fatto le scale quasi di corsa! (Concetta)

 

Sono stato saldatore per 25 anni. Nel 2007 mi è comparso uno stato ansioso depressivo, dolori muscolari diffusi, diarrea, vomito e astenia marcata. Nel 2011 scopro un'osteoporosi e crolli vertebrali a livello di D1, D2, D3 e lesione ai tubuli renali con ipercalciuria. Nel 2015 mi hanno diagnosticato una sind.fibromialgica e ho iniziato ad avere difficoltà ad esprimermi. A ottobre sotto consiglio di un medico inizio la terapia chelante con EDTA. All'esame delle urine risulta che ho livelli di 3850 volte superiori alla norma. Già con 6 chelanti ho potuto constatare un notevole miglioramento su tutti i livelli sia fisici che psicologici. Sto riprendendo a vivere e sto togliendo tutti i farmaci (prendevo 15 pastiglie al dì). (Alessandro)

 

Quelle che abbiamo letto sono parole anche molto forti, che ci descrivono il livello di disturbo che il corpo può raggiungere a causa dei metalli pesanti. Vi anticipiamo che un membro del nostro team da mesi segue una terapia chelante e poiché abbiamo fiducia nell’EDTA vi mostreremo i suoi risultati con la terapia chelante, in termini di veri e propri dati. A presto con nuovi aggiornamenti sulla disintossicazione dai metalli pesanti.