L'acqua del rubinetto è viva o morta? I rischi dell’acqua del rubinetto e come evitarli.

Quante volte hai sentito dire che l’acqua del rubinetto è buona ?
Sicuramente tante ed in effetti è proprio cosi!
L’acqua che sgorga dai nostri rubinetti è sicuramente più controllata di quella in bottiglia. 
Gli acquedotti fanno un buon lavoro nel fornire acqua potabile a tutta la popolazione e rispettano i valori degli inquinanti dell’acqua potabile dettati dalla legge.
Tuttavia, al fine di garantirci un’acqua libera da batteri e da virus, gli acquedotti utilizzano spesso il cloro: un potente battericida a basso costo i cui effetti non sono propriamente benefici per il nostro organismo.
Bere un’acqua ricca di cloro non è una passeggiata di salute: basta cercare in internet  e ci possiamo rendere subito conto dei danni che il cloro provoca alla nostra salute, essendo l’acqua di rubinetto utilizzata per bere, lavare frutta e verdura, preparare la pasta, il brodo, il te e il caffè.
Vediamo assieme quali possono essere i rischi a cui andiamo incontro se beviamo l’acqua del nostro rubinetto.

 Cloro e acqua


Il cloro nell’acqua è cangerogeno?

Il cloro è una sostanza chimica in grado di ossidare le sostanze organiche e di penetrare facilmente attraverso le membrane cellulari dei germi, uccidendoli.
Questo, sfortunatamente, non è l’unico effetto che produce.
Nel 1974 Thomas Bellar, un chimico che lavorava nell’EPA (Agenzia Americana per l’Ambiente), fece una scoperta clamorosa: nell’acqua erogata ai cittadini era presente il cloroformio, una molecola riconosciuta come cancerogena.
Ma come era finita li quella molecola?
Bellar la cercò nel fiume Ohio dal quale proveniva l’acqua, la cercò dentro le condutture che collegavano il fiume al potabilizzatore ma non riusci a trovarla: la sostanza nasceva dentro l’acquedotto e non era la sola.
Bellar scopri che quando l’acqua veniva disinfettata con il cloro si formavano dei sottoprodotti tossici: una serie di composti mutageni e cancerogeni chiamati trialometani (THM).
Ci siamo sbarazzati del colera al costo del cancro” ha affermato John Lienhard, docente di Storia dell’Ingegneria all’università di Huston.
Ci sono infatti molti studi che evidenziano una pericolosissima correlazione tra presenza di trialometani nell’acqua potabile e malattie come cancro, arteriosclerosi, colesterolo ed infarto.
Il Dott. Robert Morris del Medical College of Wisconsin in Milwaukee ha condotto uno studio e dimostrato che chi beve acqua con cloro ha il 21% di probabilità in più di ammalarsi di cancro alla vescica e il 38 % in più di contrarre il cancro all’intestino retto1.
Persino il nuotare troppo spesso nell’acqua disinfettata col cloro è in grado di aumentare il rischio di tumori, in particolare quello della vescica. 

Già nel 2012 la studiosa Gemma Castado-Vinyals e il suo gruppo, attraverso un’indagine sulla rivista BioMed Central, che gli habitué delle vasche, ma anche chi effettua semplici bagni o persino docce con acqua clorurata hanno più rischio di assorbire queste componenti nel proprio organismo attraverso la pelle2
Inoltre è stata evidenziata una forte correlazione tra alti livelli di sottoprodotti del cloro e il cancro al seno.
Da una ricerca, condotta dall’ Hartford Connecticut ,emerge infatti che le donne con il cancro al seno hanno livelli di sottoprodotti del cloro più alti della media dal 50% al 60% rispetto a quelle senza tumore al seno3.


Gli effetti del cloro sugli alimenti, integratori e medicinali

Hai mai lavato la frutta e la verdura con l’acqua di rubinetto?
Se si, potresti presto cambiare idea sulla sicurezza di questa pratica.
Sostanze naturali quali frutta, verdura, prodotti di soia, tè e persino i farmaci, possono formare pericolosi composti cancerogeni quando si combinano con l’acqua trattata con cloro.
Questa è conclusione a cui sono giunti i ricercatori dell’Istituto Nazionale della Salute e delle Scienze e gli studiosi l’Università Shizuoka4.
I ricercatori hanno stabilito che quando la frutta e la verdura è esposta ai clorurati dell’acqua potabile, essa reagisce formando pericolosi composti cancerogeni chiamati “MX”, la cui sigla sta per “Mutageno Sconosciuto”.
Questi composti sono simili ai già citati e ben noti composti cancerogeni THM (trialometani) ma con una differenza: sono estremamente tossici anche se presenti in quantità infinitesimale
Ne consegue quindi che è sufficiente pochissimo cloro per dare inizio alla reazione, la quale avviene anche se assumiamo, con acqua che contiene cloro, integratori, rimedi naturali, preparati fitoterapici e farmaci. 
È stato dimostrato invece che la stessa frutta e verdura lavata e cucinata con acqua domestica depurata dal cloro apporta benefici e ci permette di essere in salute.
Ad aggravare la pericolosità del cloro per la salute umana,  si può affermare che il cloro è un potente ossidante ovvero una sostanza che è in grado di distruggere le vitamine C e E ed è anche responsabile della distruzione della nostra preziosa flora intestinale.
lI cloro infine distrugge gli enzimi e questo rende ancor più difficile la digestione, se bevi quell’acqua durante i pasti.

rubinetto


Non solo il cloro: pericolo fluoro


"Il fluoro ha effetti positivi sui nostri denti!”
Se anche tu hai sentito questa frase sappi che è una grande bugia.
La fluorizzazione non è un metodo sicuro ed efficace per proteggere i denti dalla carie, anzi.
Sono sufficienti piccole quantità di fluoruro (derivato del fluoro) per mettere in pericolo la tua salute.
Il fluoruro è infatti tanto tossico quanto il piombo ed è in grado di causare tumori, disfunzioni alla tiroide e fragilità ossea.
La battaglia contro l’assunzione di fluoro è iniziata nel lontano 1995, quando il dottor Phyllis Mullenix, ex primario di tossicologia al Forsyth Dental Center di Boston, studiò gli effetti del cloro sui ratti somministrando loro questa sostanza e arrivò alla conclusione che il Fluoruro è un potente agente tossico per il Sistema Nervoso Centrale5.
Da allora sono emerse molte altre prove circa la tossicità del fluoro.
In particolare nel 2012 una serie di studi svolti dai ricercatori dell’Università di Hardvard indagarono il legame esistente tra l’esposizione al fluoro e la funzione neurologica e cognitiva dei bambini.
La relazione ha ipotizzato che il flouro è in grado di danneggiare il cervello e di conseguenza il quoziente intelletivo.
Tale ipotesi è stata confermata nel 2019 da un’ulteriore meta-analisi6.
Gli autori affermano: “Il fluoro attraversa rapidamente la placenta. L’esposizione al fluoruro per il cervello in fase di sviluppo, che è molto più suscettibile al danno causato da sostanze tossiche rispetto al cervello maturo, può eventualmente condurre a danni di natura permanente“. 

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