É uno dei parametri più temuti da tutte le classi demografiche e averlo elevato comporta una serie di rischi e problemi non indifferenti all'apparato cardiovascolare.

Stiamo parlando del colesterolo, uno dei problemi più grandi in ambito salutistico del XXI secolo.

Se prendiamo i considerazione i dati emersi dal "Progetto Cuore", finanziato dal Fondo Sanitario Nazionale, il valore della colesterolemia totale nella popolazione italiana è in media 205 milligrammi per decilitro (mg/dl) per gli uomini e 207 mg/dl per le donne.

Inoltre il 25% delle donne e il 21% degli uomini ha il valore della colesterolemia superiore a 240 mg/dl oppure è sotto trattamento specifico1.

Fortunatamente esistono diversi metodi per abbassare il colesterolo, tra i quali anche la dieta e il costante esercizio fisico.

 

Noi di Siqur Salute ve ne proponiamo uno straordinario che, se combinato con le due soluzioni appena citate, vi consentirà di sconfiggere  il colesterolo.

Stiamo parlando della linea di pentole Zisha, grazie alla quale potrete ridurre fino al 70% il colesterolo contenuto negli alimenti2, facendoli diventare una fonte salutare.

Vi starete chiedendo come sia possibile tutto cio.

Bene, ve lo dico subito: grazie all'emissione di infrarossi lunghi.

Questi raggi sono dello stesso tipo di quelli emessi in natura dal sole e agiscono durante la cottura ammorbidendo le pietanze, facendone diminuire i livelli di colesterolo e alcalizzandone l'acqua contenuta, convertendola da acida (pH 6.1) in alcalina (pH 7.1).

La ceramica Zisha, nota anche come ceramica di Yixing è stata impiegata da millenni dal popolo cinese per creare pregiati utensili da cucina, come le teiere, salvo poi affermarsi in tutto il mondo all'inizio del 17esimo secolo sotto la dinastia dei Ming.

Prodotta nella provincia dello Jiangsu, il nome suo nome si riferisce al color porpora tipico dell'argilla usata dagli artigiani (Zisha in cinese significa sabbia viola) .

Si tratta di un particolare tipo di minerale ceramico  ricco di elementi benefici costituiti da silicio, allumina e ossido ferrico, non presenti negli altri composti ceramici.

 

Il perchè della presenza di questi composti?


Dovete sapere che le zone dello Yixing sono montuose e nel corso dei millenni, grazie all'erosione della pioggia, questi minerali sono confluiti arricchendo il sottosuolo e i corsi d'acqua sotterranei circostanti.

I piccoli affluenti di montagna, che alimentarono le acque dei laghi vicini, hanno depositato grandi quantità di sedimenti minerali creando cosi enormi letti di argilla viola o sabbia viola.

Questi strati sedimentari, depositati nei laghi e nei corsi d'acqua del fiume, contenenti una miscela rara e unica di minerali e priva di elementi dannosi si compressero formando una speciale roccia chiamata Purple Clay Ore (minerale di argilla viola), la quale, attraverso dei processi geologici naturali come il vento e la pioggia, si è via via frammentata in tanti piccoli pezzi di rocce e particelle fine di sabbia, note anche con il nome di Purple Clay Sand (sabbia argillosa viola).

È proprio da queste particelle sabbiose che si ricava l'argilla Zisha.

 

Set Zisha

 

 

Ma che cos'è questo colesterolo di cui tanto si parla?

 

Da un punto di vista medico non è altro che un grasso, prodotto sia dall'organismo sia introdotto mediante la dieta, avente la funzionalità di favorire la costruzione delle membrane cellulari,impartendo ad esse stabilità e di limitare i movimenti dei fosfolipidi.

Inoltre costituisce il composto base nei processi di sintesi della Vitamina D, necessaria per il benessere delle ossa e di alcuni ormoni come ad esempio il testosterone.

Il colesterolo quindi di per sé non costituisce una minaccia ma sono solo le alte quantità a trasformarlo in un vero e proprio pericolo per la salute dell'uomo.

 

Esso non è un grasso statico, come quello che si deposita nell'addome formando la tanto odiata “pancetta”, ma al contrario è una sostanza che, muovendosi attraverso il flusso sanguigno, viene trasportata da delle proteine, note con il nome di lipoproteine.

Esistono tre tipi di queste proteine:

- Le VLDL (lipoproteine a bassissima densità), prodotte dal fegato a partire dai lipidi alimentari, e aventi la funzione di garantire il trasporto dei trigliceridi ai tessuti periferici.

- Le LDL (ossia lipoproteine a bassa densità), derivate dalle precedenti, le quali hanno il compito di trasportare il colesterolo verso le cellule e i tessuti dove verrà poi accumulato e utilizzato per soddisfare i fabbisogni del nostro corpo.


Nel caso in cui il livello di questo colesterolo sia troppo elevato, esso tende a depositarsi lentamente sulla parete interna delle arterie, contribuendo cosi alla formazione dell'aterosclerosi (restringimento dei vasi sanguigni), una condizione spesso associata allo sviluppo di malattie cardiovascolari quali infarto e ictus cerebrale.

Vi sono due tipi di colesterolo:

-Il colesterolo LDL, spesso definitivo come "cattivo".

-Il colesterolo HDL, definito come "buono", viene trasportato dalle lipoproteine ad alta densità verso il fegato dove poi viene eliminato dall’organismo.

La definizione di "buono" la si ha in quanto esso agisce come una sorta di "pulitore" delle nostre arterie anche se alcune ricerche scientifiche hanno evidenziato come la presenza di grandi quantità di questo colesterolo possano in realtà portare a rischi cardiaci.

 

 

 Colesterolo buono e cattivo

 

 

 

Conseguenze del colesterolo: alcune evidenze epistemologiche

 

Le prime correlazioni tra colesterolemia e mortalità cardiovascolare si sono ipotizzate grazie a studi osservazionali condotti su un vasto campione di individui che hanno evidenziato una mortalità maggiore nel caso di soggetti con alti livelli di colesterolo totale .

 

Una delle più importanti ricerche in questo ambito è lo studio Framingham, condotto nel Massachusetts a partire dalla fine degli anni 40 (1948) su un campione di 1959 uomini e 2415 donne sani di età compresa tra i 31 e i 65 anni e durato oltre vent'anni ( fino al 1971).

Esso attestò che i livelli di colesterolo sarebbero correlati con la mortalità cardiovascolare, contribuendo a gettare le prime basi in questo campo.

 

Queste ipotesi furono confermate successivamente grazie a vari studi.

In particolare uno studio della American Heart Association, pubblicato sulla rivista Circulation, ha evidenziato un aumento del rischio di morte prematura da malattia cardiovascolare anche nei giovani qualora non si riesca a tenere sotto i 160 mg/dl il livello di colesterolo.

 

Lo studio ha incluso 36.375 partecipanti giovani e non affetti da diabete o malattie cardiovascolari, seguendoli per quasi 27 anni.

 

Indipendentemente da altri fattori di rischio è emerso che rispetto ai partecipanti che avevano valori LDL inferiori a 100 mg/dl, quelli con livelli di LDL tra 100 e 159 mg/dl avevano un rischio superiore del 30-40% di morte per malattia cardiovascolare e quelli con livelli di LDL di 160 mg/dl o superiori avevano un rischio aumentato del 70-90% di morte cardiovascolare rispetto ai partecipanti con valori inferiori a 100 mg/dl.

 

Non solo, nel gruppo oggetto di studio (72% uomini, età media 42), si sono verificati 1086 decessi per malattie cardiovascolari e 598 decessi per malattia coronarica.

Il nostro studio dimostra che avere un basso rischio di malattia cardiovascolare stimato a 10 anni non elimina il rischio di LDL elevato nel corso della vita”, ha affermato Shuaib Abdullah dell'Università del Texas, autore della ricerca.

Le persone a basso rischio dovrebbero seguire gli interventi sullo stile di vita, come dieta ed esercizio fisico, per raggiungere livelli di LDL il più bassi possibile, preferibilmente inferiori a 100 mg/dl. Limitare l'assunzione di grassi saturi (presenti nell'olio d'oliva, burro, e parmigiano) a discapito di quelli insaturi (contenuti nei semi), mantenere un livello di peso corretto, interrompere l'uso di tabacco e aumentare l'attività aerobica dovrebbe essere un impegno richiesto a tutti”.

 

 

Sebbene si sia osservata una progressiva riduzione della mortalità cardiovascolare nei paesi industrializzati le malattie derivanti dalle elevate quantità di colesterolo nel sangue rimangono ancora oggi molto frequenti e sono fra le maggiori cause di morte prematura e invalidità permanente nella popolazione europea.

 

Le cause di queste malattie sono multifattoriali e sebbene possano essere modificabili mediante un intervento diretto sullo stile di vita, spesso e volentieri hanno una componente genetica (forma familiare) o ambientale.

 

I grandi studi epidemiologici della seconda metà dello scorso secolo, caratterizzati da popolazioni molto ampie come l’MRFIT (Multiple Risk Factor Intervention Trial)3, o realizzati in periodi osservazionali estremamente lunghi, come il già citato studio di Framingham, hanno dimostrato l’esistenza di una relazione lineare, forte e continua tra colesterolemia, mortalità e incidenza delle malattie cardiovascolari, osservata sia in soggetti senza pregresse malattie cardiovascolari sia nei pazienti con malattia nota.

 

Questa correlazione si riduce progressivamente con l’avanzare dell’età, come evidenziato da divesi studi, tra cui ad esempio l’Honolulu Heart Program (che ha valutato in oltre tremila anziani di età compresa tra i 71 e i 93 anni la relazione fra livelli di colesterolo totale e mortalità cardiovascolare, non trovando riscontri significativi) ma una recente pubblicazione, condotta dall’Università di Cambridge e pubblicata sulla rivista Nature Chemistry4, ha evidenziato negli anziani un collegamento tra alti livelli di colesterolo e l’aggregazione della molecola beta-amiloide nell’esordio del morbo di Alzheimer.

 

Combattere il colesterolo dunque non è solamente auspicabile ma fortemente raccomandato.

Ma concretamente, come possiamo fare per tenere controllati i livelli di colesterolo?

Come vedremo, tutto parte dall'alimentazione e dall'attività fisica.

 

 

Alimentazione e colesterolo: l'importanza della dieta mediterranea

 

Iniziamo con il sottolineare che una buona parte del colesterolo presente nel nostro organismo viene autoprodotta dal fegato ed è quindi di difficile regolazione.

Noi però possiamo agire sulla restante parte, che confluisce nel nostro organismo mediante l’assunzione di tutti quegli alimenti naturalmente ricchi di colesterolo.

È dunque importante scegliere con riguardo quali cibi inserire nella nostra alimentazione e in quali quantità.

A tal proposito noi italiani possiamo ritenerci fortunati: la dieta mediterranea ci viene in soccorso e costituisce uno straordinario rimedio grazie all’effetto protettivo cardiovascolare dato da un’alimentazione ricca di pesce, fibre, legumi, frutta, verdure e cereali integrali.

Nello specifico frutta, verdura e legumi sono importanti per la salute cardiovascolare in quanto ricchi di fibra alimentare, utile ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo (LDL) nel sangue e ad intrappolare i grassi alimentari in eccesso, favorendone l’eliminazione con le feci.

Inoltre contengono anche sostanze colorate che contrastano l’ossidazione dei grassi e ne proteggono al contempo la struttura.

Altri alimenti che combattono il colesterolo sono i cereali integrali ricchi di fibre e di fitosteroli, sostanze molto simili al colesterolo dal punto di vista della struttura, ma non da quello funzionale, dato che si sono rivelati un valido alleato nella lotta contro il colesterolo LDL.

Infine molto importanti sono gli omega 3 di cui sono ricchi i pesci, ma soprattutto gli oli estratti a freddo di alcuni semi, che essendo polinsaturi e non ossidati riescono a mantenere inalterate le proprietà organolettiche fornendo al contempo un aiuto indispensabile per la salute cardiovascolare.

 

Mangiare sano e bene è importantissimo e purtroppo questa direttiva il più delle volte viene ignorata.

Una recente indagine OEC/HES ha evidenziato che i livelli medi del consumo di grassi nella popolazione adulta italiana è cambiato rispetto a quello degli anni ’60.

In particolare oggi il consumo dei grassi saturi raggiunge il 12% delle calorie totali mentre il consumo medio di colesterolo è maggiore dei 350 mg giornalieri (rispetto ai meno di 300 mg raccomandati).

Oltretutto è pure scarso il consumo di fibre.

Questi elementi fanno si che nel nostro paese si abbia una prevalenza di sovrappeso-obesità in età adulta (circa il 70% del campione).

 

dieta mediterranea

 

 

 

Un'attività fisica costante è essenziale nella lotta al colesterolo

 

Attenzione però, perchè la sola dieta non basta.

Bisogna integrarla con una sana e costante attività fisica.

L'esercizio fisico può infatti diventare un alleato importante nella lotta contro le malattie cardiovascolari, per esempio influenzando positivamente le HDL.

Per alzare i livelli delle HDL (colesterolo buono) è necessario svolgere un’attività aerobica moderata e costante.

L’attività fisica migliora anche il funzionamento di cuore e polmoni, diminuendo il rischio di diabete, mantenendo la massa muscolare e contribuiendo al mantenimento del peso.

Quali sono le attività aerobiche e come farle?

Gli sport più adatti per aumentare i livelli del colesterolo buono nel sangue sono quelli di tipo aerobico, ovvero un’attività a bassa intensità e lunga durata come la camminata, il jogging, il nuoto, lo sci di fondo, la cyclette e il tapis roulant.

 

Quando si praticano queste attività è bene ricordarsi di tre aspetti fondamentali: la costanza, la durata e l'intensità.

In primo luogo è utile svolgere le attività aerobiche per almeno 2-3 ore settimanali per un tempo minimo di almeno 20-30 minuti per sessione (qualora le capacità atletiche dell'individuo lo permettano) ad un'intensità moderata.

 

L’esercizio fisico, regolarmente svolto, incrementa il colesterolo HDL (buono) e diminuisce i trigliceridi.

Pensate che gli atleti che praticano sport di resistenza hanno mediamente dei livelli di HDL più elevati del 40-50% rispetto ad una corrispettiva popolazione sedentariae e hanno una percentale di trigliceridi nel sangue inferiore del 20%.

I benefici dell’attività fisica si hanno sia negli uomini che nelle donne, in queste ultime in misura ridotta, soprattutto in post-menopausa.

Il praticare regolarmente attività fisica svolge un ruolo protettivo nei confronti delle malattie cardiovascolari, ed è sicuramente tra gli interventi diretti sullo stile di vita che maggiormente incidono sul profilo di rischio cardiovascolare.

 

 

1 Questi valori salgono ulteriolmente se consideriamo classi di persone quali la popolazione anziana e le donne in menopausa dove la percentuale aumenta fino ad inglobare il 39 % del campione.

2Come segnalato dal laboratorio internazionale "China National Analytical Center Guangzhou", i test e le analisi hanno rilevato che nella carne di maiale cucinata con pentola in argilla Zisha il contenuto di colesterolo è stato notevolmente ridotto o addirittura non rilevato (limite di rilevazione 2,6 mg/100g) a differenza della cottura con una pentola in alluminio, dove il colesterolo è rimasto invariato a 6.9mg/100g.

3 Studio condotto nel settembre del 1982 e disponibile online

4 Ricerca disponibile online in lingua inglese