10 parti della verdura che non devi mai buttare


Oggi parliamo di 10 parti della verdura che spesso vengono buttate via ma senza ragione.

Acquistare prodotti biologici e di stagione è importante ma è altrettanto importante far buon uso di tutte le parti di questi prodotti.

Non solo per una questione etica legata allo spreco alimentare ma anche perché nelle parti che spesso scartiamo siano concentrati moltissimi nutrienti che farebbero assai bene al nostro organismo.

Vediamole assieme.

10 parti della verdura che sbagli a non usare

1) Le foglie esterne del cavolo


C’è una regola generale che vale per tutta la frutta e la verdura: più queste sono colorate tanto più queste saranno salutari.

Ovviamente esistono delle eccezioni ma in linea generale il bianco nelle verdure è sinonimo di carenza: significa infatti che in quel particolare punto non è arrivata la luce e non è avvenuta la fotosintesi.

Le parti della pianta esposte dalla luce, per difendersi dal danno ossidativo delle radiazioni ultraviolette sono quelle che concentrano la maggiore quantità di antiossidanti e pigmenti vari.

Per la nostra salute sono proprio queste molecole ad essere quelle più benefiche.

Anche quando l’interno di un frutto è bianco (pensate alla mela, zucchina, melanzana), la buccia è sempre più colorata a dimostrazione della presenza di quelle sostanze.

Per la stessa ragione le foglie del cavolo cappuccio, della verza e del cavolo nero sono più scure e più si va verso l’interno e più prevale il bianco.

Quindi sono proprio le foglie più esterne ad essere le parti nutrizionalmente più dense.

Infatti se noi confrontiamo le varie brassicacee in genere troviamo che quelle con più nutrienti sono quelle più aperte (il cavolo nero che ha le foglie separate ed è il più scuro è il più ricco di tutti) come mostrato nella tabella sottostante.



Tabella comparativa foglie

Ecco perché quindi è raccomandato non togliere le foglie esterne, soprattutto se provenienti da verdura biologica, ma conservarle e magari utilizzarle in insalata o per fare una zuppa o ancora per fare chips croccanti al forno a o meglio ancora con un essicatore.

Il consiglio dei nutrizionisti però è quello di prediligerlo crudo per non perdere preziose sostanze come la vitamina C e i glucosinolati.



Possiamo passarlo nell'estrattore di succo, assieme alla rucola (o dell'ortica), l'uva bianca e il kiwi e realizzare cosi un potente succo anti-anemia.


2) Il gambo dei broccoli


I gambi hanno un sapore più delicato rispetto all’ infiorescenza ma non per questo sono meno preziosi, anzi, rispetto al fiore hanno più calcio e più vitamina C e sono ricchissimi di fibra per cui hanno effetto prebiotico e saziante.

Solitamente si pensa che la parte centrale del gambo del broccolo sia la parte più dura ma in realtà è più tenera rispetto ai gambi situati all’estremità: questo perché il cuore è più morbido.

Se il broccolo è molto grande possiamo al limite eliminare con un coltello o un pelapatate i primi 2 mm esterni del gambo e conservare il cuore.

I gambi si possono utilizzare per varie preparazioni: si possono cuocere gratinati, al vapore, aggiungere alle zuppe oppure si possono mangiare crudi in pinzimonio o insalate.




3) Le  foglie del cavolfiore


Ecco un'altra cosa che non devi mai buttare!
Spesso tutte queste foglie finiscono in pattumiera durante la preparazione di alimenti.

Questo è un vero peccato.

Esse infatti non solo sono perfettamente commestibili ma sono anche una miniera di vitamina A.

Le foglie di broccolo hanno infatti lo stesso contenuto di vitamina A che possiamo trovare nelle carote arancioni!

Inoltre sono ricche di vitamina E, clorofilla e carotenoidi.

Il modo più semplice per consumarle è al vapore assieme al resto del broccolo o del cavolfiore oppure possiamo passarle nell’estrattore di succo assieme a delle carote e realizzare cosi un estratto per la vista.

Tutte le verdure di questa famiglia sono semplicemente varietà diverse della medesima pianta e che di queste varietà diverse si possono usare tutte le parti.

Ad esempio del cavolo rapa si possono mangiare anche le foglie e i gambi, come anche della rapa si può mangiare sia la radice ma anche il fusto, le foglie e i fiori.

Il consiglio del nutrizionista: quando fate bollire in acqua le brassicacee, non buttate mai via l’acqua.

Essa infatti sarà un buonissimo brodo vegetale, già saporito e soprattutto carico di nutrienti.
Ideale per rafforzare il sistema immunitario e scaldarsi lo stomaco durante l’inverno.



4) I cespi del finocchio

Della stessa famiglia del sedano lo è anche il finocchio che è una creazione della nostra agricoltura derivata a partire dalla sua varietà selvatica: il finocchietto.

Quello usato come verdura infatti non è altro che il finocchietto selezionato per un’ingrossamento della base delle foglie.

Ma i ciuffetti presenti in cima altro non sono che gli stessi ciuffetti presenti nel finocchietto.

Per questo motivo non vanno mai buttati via, anzi sono sia commestibili che deliziosamente aromatici.

Possono quindi essere utilizzate per aromatizzare le insalate, le creme di verdura ma anche gli estratti di succo.

Basta passare nell’estrattore di succo appena un pizzo di queste erbe assieme a degli spinaci e del kiwi e il succo estratto avrà un retrogusto di anice!

finocchio


5) Le foglie di carota


Quando dovete scegliere una carota c’è un elemento a cui dovete far sempre attenzione: la presenza del ciuffo verde è una garanzia di freschezza.

Una volta private delle foglie le carote possono essere vendute per mesi dal momento della raccolta senza segni evidenti di deperimento, ma con un’ingente perdita dei valori nutrizionali.
Comprare quindi una carota con ancora attaccato il suo ciuffo verde è garanzia di freschezza e di ricchezza nutrizionale.

Le foglie della carota sono perfettamente commestibili e sono ricche di vitamine e minerali e contengono moltissimo potassio e pochissimo sodio aiutando ad riequilibrare questo rapporto spesso sbilanciato nella nostra dieta ed aiutandoci a combattere la ritenzione idrica e l'ipertensione.

Infine contengono molto calcio, magnesio e hanno 6 volte più vitamina C della radice
di carota.

Il modo più semplice per consumare le foglie di carota è quello di aggiungerle crude all’insalata, oppure di passarle nell’estrattore di succo assieme ad una mela, del prezzemolo e un cubetto zenzero.

In questo modo otteniamo un succo puro spremuto a freddo, dalle altissime proprietà antivirali.


6) Il carciofo

Uno degli ortaggi con la maggior percentuale di scarto è il carciofo.

Per moltissime preparazioni usiamo infatti solo il suo cuore e scartiamo tutto il resto.

Ma questo è un errore!

Il carciofo è infatti ricco di fibra, in particolare l’inulina che è fortemente prebiotica (utilizzata dalla flora intestinale), di sali minerali, vitamine e soprattutto di sostanze fenoliche come l’acido clorogenico.

Tutte queste sostanze sono più concentrate nelle parti esterne: i petali, il gambo e le foglie.

Di conseguenza anche le sue proprietà benefiche: antiossidante, ipocolesterolemizzante, ipoglicemizzante e probiotico sono ancora più potenti nelle parti esterne tant’è vero che queste sono spesso usate nella creazione di integratori.

La raccomandazione del nutrizionista è quindi di non buttarle mai via ma di passare il tutto nell’estrattore di succo, assieme a del limone e del sedano.

L’alternativa è di farle bollire in una pentola e di conservare l’acqua di cottura al fine di usarla come brodo vegetali per una minestra o per insaporire un risotto.

 

7) Le foglie del sedano


Tecnicamente quello che mangiamo del sedano sono già le foglie, il cosiddetto “gambo di sedano” non è infatti che la base delle foglie ingrossata.

Con foglie di sedano ci riferiamo tuttavia solo alla parte apicale, che spesso viene scartata.

Queste foglie sono sono commestibili e gradevolmente aromatiche in quanto ricche di terpeni che le conferiscono quel determinato aroma.

Non contengono alcuna sostanza tossica, anzi contengono psoralene, una sostanza che si è dimostrata efficace nel trattamento del tumore al seno e sono ricche di vitamine e flavoni quali apigenina e luteolina, sostanze non molto diffuse tra i vegetali con importanti proprietà ipotensive, antinfiammatorie e antibatteriche.

L’estratto di foglie di sedano, pompelmo e mela è considerato un nutraceutico naturale per via della sua potente proprietà antiossidante.
 
 


 
estratto sedano



8) I gambi degli asparagi


Degli asparagi siamo soliti usare le punte, in quanto esse cuociono rapidamente, specialmente se sottoposte alla cottura a vapore in una vaporiera oppure se lasciate affogare nell’acqua in una casseruola con il coperchio.

Ma il resto del gambo non è da buttare via!

Si può sempre separare dalle punte e bollire a parte nell’acqua oppure, meglio ancora, passare nell’estrattore di succo con del limone, sedano e curcuma.

In questo modo si realizza un estratto depurativo e antinfiammatorio, utile per contrastare anche la cellulite.

L’importante, in questo caso, è tagliare il sedano e gli asparagi a rondelle piccole, in modo da rompere le fibre trasversali e facilitare il lavoro all’estrattore.

Il consiglio del nutrizionista è di consumare gli asparagi subito dopo la raccolta in quanto con il procedere della maturazione diventa meno succoso, più amaro e più duro.



9) Le foglie della barbabietola


Della  barbabietola si apprezza particolarmente la sua radice sotterranea ma tanti i gambi che le sue foglie sono ottime da mangiare crude.

Alcune varietà di barbabietola, le cosiddette biete da coste, sono infatti selezionate appositamente per i loro gambi e le loro foglie.

è davvero un peccato buttare le foglie: il contenuto di calcio, vitamina A e vitamina K nelle foglie è rispettivamente di 7, 192 e 2500 volte superiore rispetto a quello contenuto nelle radici!

Inoltre le foglie di barbabietola sotto un eccellente rimedio naturale contro il diabete e l’anemia.

L’estratto di pera, foglie di barbabietola e curcuma ha un gusto molto particolare, da provare sicuramente!   



Ricetta barbabietola, pere e curcuma


10) Le cime verdi dei porri


Arriviamo infine alle cime verdi dei porri.

La parte più delicata e aromatizzata del porro è la base bianca tante vero che per massimizzarla si aggiungono strati di terra via via che il porro cresce in modo da proteggerlo dalla luce.

è proprio a causa di questa tecnica spesso la terra si insinua e rimane sulle foglie verdi presenti nella cima del porro.

Ma la soluzione non è buttarle via quanto separare le foglie, sciacquarle e poi mangiarle.

Proprio in queste parti del porro si concentra la quantità maggiore di vitamine e di clorofilla, il pigmento
 nutraceutico per antonomasia.
Possono essere usate per preparare una cremosa vellutata con l’estrattore di succo assieme a dei ceci ed a una zucchina.

Basta solo mettere l'apposito filtro a fori larghi!

Ti è piaciuto questo articolo?
Continua a seguirci e rimani sempre aggiornato sulle ultime news! Alla prossima.